SAPEVI CHE?

il 23%

degli Italiani
soffre di anemia sideropenica

la sintomatologia 

comporta
stanchezza e mancanza di concentrazione

l’infiammazione intestinale

causa
un mancato assorbimento di ferro

Fonti: OMS

Anemia sideropenica: come contrastarla

L’anemia sideropenica è una forma di anemia causata dalla carenza di ferro nell’organismo. Il ferro svolge molti ruoli nell’organismo ed è un elemento essenziale per la nostra vita. Il ferro non è solo un componente funzionale dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno, ma è necessario anche per assicurare il funzionamento di importanti vie metaboliche, tra cui la respirazione cellulare. L’anemia sideropenica rappresenta la carenza nutrizionale più diffusa sia nei paesi sviluppati che in quelli sottosviluppati. Colpisce indistintamente tutti i gruppi di popolazione ma soprattutto le donne in età fertile e in gravidanza, e i bambini. Tra i sintomi più comuni che derivano dalla carenza di ferro rientrano affaticamento, mancanza di concentrazione, debolezza muscolare, difficoltà a respirare, tachicardia, pallore e freddezza della pelle. L’anemia sideropenica ha un notevole impatto anche sulla salute della gestante e del nascituro, in quanto può predisporre al rischio di aborto e di autismo, rispettivamente.

Le cause principali dell’anemia sideropenica sono ascrivibili a:

Ridotto apporto di ferro con l’alimentazione
Aumentata perdita di ferro dovuta a sanguinamento
Ridotto assorbimento del ferro a livello intestinale

Normalmente un’alimentazione adeguata è in grado di assicurare la dose di ferro necessaria al nostro organismo, compensando le perdite quotidiane. Pertanto, in assenza di perdite ematiche, la causa dell’anemia sideropenica è da imputare al malassorbimento intestinale. L’alfa-lattoalbumina, grazie alle sue azioni, massimizza l’assorbimento del ferro introdotto con l’alimentazione, ottimizzandone il suo utilizzo a livello dei vari tessuti e organi. Rappresenta, pertanto, un approccio innovativo e privo di effetti collaterali a livello gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea, bruciore di stomaco, dolore addominale), tipici dei più comuni preparati orali a base di ferro.

ALFA-LATTOALBUMINA

L’alfa-lattoalbumina è la principale sieroproteina del latte umano (nel colostro materno costituisce il 40% delle proteine) ma è presente anche nel latte vaccino e in quello di altri mammiferi. Tutte le azioni salutistiche riportate per il siero del latte sono dovute a questa proteina: rappresenta, infatti, ciò che la natura ha selezionato per noi allo scopo di attivare i meccanismi endogeni di difesa e riparazione a livello intestinale. Da qui l’importanza fondamentale che l’alfa-lattoalbumina riveste nell’alimentazione dei neonati. Si tratta di una piccola proteina che consta di 123 aminoacidi, i quali formano una compatta struttura globulare, composta da quattro domini ad α-elica e un dominio a β-foglietto, stabilizzata da quattro ponti disolfuro. L’alfa-lattoalbumina è una metalloproteina, legante ioni mono, di e trivalenti, con un punto isoelettrico pari a 4,6 (proteina acida), solubile in acqua e in soluzione salina ed avente un peso molecolare prossimo a 14,200 Da. L’alfa-lattoalbumina, grazie alla sua composizione amminoacidica, possiede un elevato valore nutritivo. È, infatti, ricca di aminoacidi essenziali come triptofano (precursore della serotonina, nota anche come “ormone del buonumore”) e cisteina (precursore del glutatione, nota riserva antiossidante del nostro organismo).
L’alfa-lattoalbumina, assunta oralmente, a differenza di tutte le altre proteine che precipitano nell’ambiente acido dello stomaco, attraversa indisturbata il tratto gastrico giungendo a livello del piccolo intestino, dove viene attaccata dagli enzimi pancreatici. Dalla digestione proteolitica dell’α-LA, da parte di pepsina, tripsina e chimotripsina, si ottengono i “Biopeptidi”, frammenti proteici responsabili di molteplici azioni biologiche. Evidenze scientifiche dimostrano che l’alfa-lattoalbumina esercita le seguenti funzioni:

Prebiotica: l’alfa-lattoalbumina stimola la crescita e l’attività metabolica di lattobacilli e bifidobatteri, controllando, quindi, l’instaurazione di una corretta flora intestinale e impedendo alla flora disbiotica di attecchire.
Mucoprotettiva: l’alfa-lattoalbumina stimola la produzione di muco protettivo a livello dello stomaco esercitando, pertanto, un’azione “antiulcera”.
Antinfiammatoria: l’alfa-lattoalbumina riduce i livelli di citochine e di mediatori flogistici (PGE₂, IL-6, TNF- α) implicati nei disordini gastrointestinali.
Immunomodulante: l’alfa-lattoalbumina stimola il rilascio di IL-1Ra, aumentando le capacità riparative dell’organismo.
Trofica/metabolica: l’alfa-lattoalbumina stimola la produzione, da parte delle cellule L intestinali, di GLP-2, un ormone che riduce la permeabilità intestinale, promuove la crescita e la maturazione dei villi intestinali, aumenta la superficie di assorbimento,
incrementa il flusso sanguigno e riduce la motilità intestinale.

Grazie a queste azioni, l’alfa-lattoalbumina è in grado di ripristinare i corretti processi assorbitivi, alterati da abitudini alimentari scorrette, da farmaci e soprattutto da stress, aumentando l’assorbimento intestinale dei nutrienti, tra cui il ferro.

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